Il ritorno del quartino di vino: una tradizione italiana che conquista l’America

C’è stato un tempo in cui ordinare vino significava scegliere non solo cosa bere, ma anche quanto. Nelle osterie italiane – in particolare nella Roma del Seicento – il vino veniva servito in diverse unità di misura, ognuna con un nome e una storia. Tra queste, il quartino, pari a 250 ml, rappresentava una soluzione pratica ed equilibrata. Oggi, mentre in Italia questa tradizione sembra affievolirsi, negli Stati Uniti il quartino sta vivendo una nuova stagione di successo.

Le origini: Roma, tra Seicento e ingegno popolare

Il quartino nasce ufficialmente come unità di misura nelle osterie romane del ‘600, in un periodo in cui il vino veniva servito in brocche opache di metallo o terracotta. Questo permetteva di evitare che osti poco onesti praticassero la cosiddetta "sfogliettatura": servire meno vino o annacquarlo, aggirando così le tasse imposte sul consumo.

Fu per questo che Papa Sisto V Peretti introdusse una riforma destinata a cambiare la storia del servizio del vino. Affidò a Meier Maggino, vetraio ebreo, la realizzazione di una caraffa ufficiale in vetro trasparente: la foglietta, da mezzo litro, dotata di una linea in rilievo che indicava con precisione la quantità da servire. Un gesto che univa controllo fiscale, tutela del consumatore e innovazione.

 Da quel momento nacquero diverse unità di misura, ciascuna legata a un’immagine o a una storia popolare:

  • il tubbo, pari a un litro (due fogliette);
  • il quartino, un quarto di litro;
  • il chirichetto, circa 200 ml, così chiamato per la somiglianza con l’ampolla usata durante la messa;
  • il sospiro, appena 100 ml, che evocava l’imbarazzo di chiedere “solo un goccio”.

Per i grandi bevitori o le tavolate numerose c’era invece “er barzillai”, due litri di vino, un omaggio al politico Salvatore Barzilai, noto per la sua generosità durante le campagne elettorali. Non mancava nemmeno il riferimento ecclesiastico: la stessa quantità poteva essere chiamata anche “Cardinale”.

Il quartino oggi: misura perfetta per i nuovi consumi

Nel panorama contemporaneo, segnato da un calo dei consumi di vino e da una maggiore attenzione alla moderazione, il quartino si rivela sorprendentemente attuale. Negli Stati Uniti, sempre più ristoranti lo inseriscono in carta come alternativa alla bottiglia: una scelta che invoglia all’assaggio, favorisce la condivisione e incontra le esigenze delle nuove generazioni.

Due bicchieri di vino rappresentano una quantità ideale: abbastanza per apprezzare un’etichetta, senza eccessi. Un formato che racconta una storia antica, ma che parla il linguaggio del presente.

Il quartino è molto più di una misura: è un simbolo di convivialità, equilibrio e cultura del vino. Forse è arrivato il momento di riscoprirlo anche in Italia, riportando sulle nostre tavole un pezzo di storia che ha ancora molto da dire.

 

Fonte: "Caro vecchio quartino di vino. Il recipiente che in Italia abbiamo dimenticato mentre negli Stati Uniti torna di moda" da Il Gambero Rosso, 19 gennaio 2025