Gli imballaggi di vetro

Il 2019 del comparto: trend e mercati di utilizzo, andamento della produzione e prospettive di sviluppo del vetro per imballaggio primario.

Imballaggi di vetro cavo e di vetro tubo: questa la suddivisione riportata in Imballaggio in cifre (pubblicazione annuale a cura dell’Istituto Italiano Imballaggio) e a cui ci rifacciamo nella presente analisi di mercato. Bottiglie, vasi e flaconeria rientrano nella prima categoria, fiale e flaconi nella seconda. In questa sede, prenderemo in esame il vetro destinato all’imballaggio primario dei prodotti liquidi, semiliquidi o polverosi.

Trend e settori di utilizzo

I comparti alimentare (food&beverage), cosmetico e farmaceutico sono da sempre grandi utilizzatori degli imballaggi di vetro, che risultano quindi fortemente influenzati dall’andamento dei singoli comparti stessi. Prendiamo ad esempio il vino, confezionato per eccellenza in vetro: nel caso di variazioni più o meno consistenti di produzione e consumi, si registrerà una sensibile differenza anche nella produzione delle bottiglie.

Nel tempo, gli imballaggi di vetro sono stati oggetto di forte concorrenza da parte di altre tipologie di packaging; a seconda dei settori di impiego, tra i principali competitor ricordiamo gli imballaggi di plastica e quelli di carta.

Ma dopo anni di perdite di posizione, il vetro sta rivivendo un momento molto positivo: con una lunga storia alle spalle rispetto ad altre tipologie di packaging, ne sono state infatti rivalutate le qualità di eleganza, trasparenza e sostenibilità, tanto da essere riproposto con convinzione nelle strategie di marketing e comunicazione di grandi produttori di alimenti e bevande. Si veda per esempio la Coca-Cola che, per prima, ha puntato sulla classica e amata bottiglia,  anche i marchi di vino meno pregiati, che hanno adottato il vetro a scapito dell’imballaggio accoppiato a prevalenza carta. Sugli scaffali dei supermercati, poi, sta ricomparendo qualche bottiglia di vetro per il latte, nonostante la continua discesa nei consumi delle famiglie italiane.

Per quanto riguarda la cosmetica, rimane l’imballaggio sinonimo di eleganza e di alta gamma.

Altro elemento da evidenziare circa l’impiego delle bottiglie di vetro è l’andamento dei consumi nel settore Ho.Re.Ca. dove sono sempre più diffuse presso ristoranti o i servizi di catering soprattutto per l’acqua minerale; anche i succhi di frutta venduti nei bar sono confezionati quasi esclusivamente in bottigliette di vetro.

Diverso il discorso per le vendite nella GDO, dove il vetro risulta in minoranza rispetto ad altri materiali competitor, sebbene al momento non tema rivali per quanto riguarda il confezionamento delle passate di pomodoro.

Produzione e bilancia commerciale

Nel 2019 la produzione di imballaggi in vetro espressa in tonnellate si attesta intorno alle 4.316 t/000 crescendo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Positivi gli andamenti di tutte le componenti del bilancio del settore imballaggi in vetro. Le esportazioni crescono con un trend pari al +6,8%, il consumo cresce del 3,1% superando le 4.600 t/000.

Le importazioni crescono del 2,8%, confermando un saldo commerciale negativo per l’Italia, che si traduce in un consumo apparente più alto rispetto alla produzione nazionale che non riesce a soddisfare la domanda interna (il dato riguarda tanto le bottiglie quanto i vasi).

La produzione espressa in termini di fatturato cresce del 6%.

Le tipologie e le percentuali di impiego

La produzione di bottiglie rappresenta l’89% dell’area imballaggi di vetro vuoti e nel 2019 registra una crescita del 4,3%. A influenzare l’andamento della produzione di bottiglie sono tanto le esportazioni (+10,2% rispetto all’anno precedente) che il mercato interno (+3,7%). Le importazioni crescono registrando un +3,8%.

A condizionare il trend positivo della produzione è sicuramente anche la domanda da parte dei settori di utilizzo, che nel 2019 registra un ottimo trend di crescita (+6%) con andamenti diversificati a seconda del prodotto preso in esame.

L’area “bevande alcoliche” – che rappresenta oltre il 74% dei settori utilizzatori di bottiglie in vetro – cresce infatti del 7,5%. L’area bevande analcoliche, compreso il latte, sale nel 2019 dell’+1,7%; il restante 13% si suddivide tra condimenti, salse e derivati del pomodoro che nel loro insieme crescono del 2,4% circa.

Nel 2019 sono state utilizzate oltre 5.200 t/000 di bottiglie di vetro di cui il 76% è rappresentato dalle bottiglie a perdere, il 24% a rendere. Il 40,2% delle bottiglie in vetro (perdere + rendere) utilizzate in Italia è stato destinato a vino e spumanti, il 26,3% all’acqua minerale. Il 13,7% delle bottiglie è stato destinato alla birra, il restante 19,8% è suddiviso per un 10,2% tra altre bevande (alcoliche e non), e per il 9,6% a condimenti e derivati del pomodoro (passate).

La produzione di vasi di vetro nel 2019 (7% della produzione totale di imballaggi vuoti) risulta essere in leggero calo, registrando un -0,4%. La principale area di utilizzo è quella delle conserve alimentari (compresi i prodotti ittici e i sughi pronti) con una quota partecipativa del 67,8%, il restante 32,2% si suddivide tra salse (maionese, ketchup, ecc.) omogeneizzati, confetture, yogurt e dessert freschi, spezie e altro.

Nel 2019 sono state utilizzate in Italia circa 485 t/000 di vasi in vetro di cui il 27% destinato al settore sottolio/sotto aceto, il 16,1% ai legumi. Altri settori utilizzatori sono: gli omogeneizzati (9,2%), i sughi pronti di vario tipo, sia a base pomodoro che no (14,2%), prodotti ittici come tonno, acciughe e sardine (5,7%). Il restante 27,8% è suddiviso tra frutta sciroppata, olive, mais, spezie, marmellate, creme spalmabili, yogurt e altro. [...]

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